addictions

Brain Awareness Week

14 March 2022 by neurocare group
19.png

Brain Awareness Week e le sfide della neuromodulazione

Inizia oggi lunedì 14 marzo la Brain Awareness Week 2022. Sette giorni dedicati alla divulgazione delle più recenti scoperte riguardanti il cervello. Un appuntamento per riflettere sull’importanza della ricerca scientifica e conoscere le nuove avanguardie in ambito clinico e terapeutico.

Per l’occasione, il Professor Simone Rossi, Direttore scientifico neurocare, ci ha parlato delle innovazioni nel campo della neuromodulazione. In che consistono le tecniche di neuromodulazione? Perché stanno acquisendo sempre più importanza nella prevenzione e nel trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici? Quali sono le sfide che la neuromodulazione affronterà nei prossimi anni?

Cos’è la Brain Awareness Week

La Brain Awareness Week è stata fondata nel 1996 dalle organizzazioni Dana Alliance for Brain Initiatives ed European Dana Alliance for the Brain per sostenere e promuovere la ricerca scientifica sul cervello.

Ogni anno a marzo in tutto il mondo vengono organizzati eventi e attività per condividere con il pubblico meno esperto le meraviglie e i misteri del cervello. Un invito a prendere consapevolezza dell’impatto che la ricerca scientifica in campo neurologico e psichiatrico ha sulla società e sulla nostra vita di tutti i giorni.

Il cervello elettrico, le sfide della neuromodulazione

Nell’ambito della ricerca scientifica sul cervello, la neuromodulazione sta rivestendo un ruolo sempre più centrale. Essa rappresenta un ausilio tra i più rilevanti per il trattamento e la prevenzione di malattie neurologiche e psichiatriche.

Abbracciando ricerca scientifica e innovazione clinica, la neuromodulazione rappresenta una frontiera per la prevenzione e il trattamento dei disturbi cerebrali. Ecco perché è essenziale farla conoscere anche a un pubblico non esperto. Ne abbiamo parlato con il Professor Simone Rossi, docente di Neurofisiopatologia presso l’Università degli Studi di Siena, Direttore Scientifico neurocare e autore del libro “Il cervello elettrico. Le sfide della neuromodulazione” (Raffaello Cortina Editore, 2020).

Cos’è la neuromodulazione

Attraverso le tecniche di neuromodulazione si vanno a stimolare alcune specifiche aree cerebrali con lo scopo di modificare in maniera prevedibile e, all’occorrenza, non definitiva il modo in cui i neuroni comunicano tra loro. L’obiettivo è migliorare i sintomi generati dal malfunzionamento delle aree cerebrali compromesse da alcuni disturbi neurologici e psichiatrici. Le regioni da stimolare vengono individuate attraverso studi preliminari neurofisiologici e di neuroimaging. Agendo direttamente sulle aree individuate, si va a correggere la disfunzione del circuito nervoso e di conseguenza ad attenuare il sintomo.

La neuromodulazione non invasiva

Esistono due procedure con le quali la neuromodulazione viene praticata, differenti per modalità e finalità di utilizzo: le procedure invasive e le non invasive. Le procedure invasive prevedono un intervento chirurgico per il posizionamento di elettrodi intracerebrali, con obiettivi esclusivamente terapeutici.

Le procedure non invasive invece non prevedono alcun intervento chirurgico, né un ricovero ospedaliero, non sono dolorose e non presentano effetti collaterali impattanti. A differenza delle invasive, le procedure non invasive sono applicate anche a soggetti non patologici, con finalità di ricerca. Le principali tecniche di neuromodulazione non invasiva sono la Stimolazione magnetica transcranica (TMS) e la Stimolazione elettrica trasncranica (tDCS), molto efficaci nel trattamento di patologie neurologiche e psichiatriche e come adiuvanti in alcune riabilitazioni.

Per quali disturbi la neuromodulazione è efficace

La Stimolazione magnetica transcranica è una tecnica molto versatile che ha diverse applicazioni in ambito neurologico e psichiatrico. Si è rivelata essere molto efficace nel trattamento di:

  • depressione maggiore farmacoresistente
  • disturbo ossessivo compulsivo (DOC)
  • dipendenze patologiche e craving
  • allucinazioni uditive correlate alla schizofrenia
  • dolore neuropatico cronico
  • astenia
  • afasia
  • acufene
  • riabilitazione post-ictus

La Stimolazione elettrica transcranica è invece molto efficace nel trattamento dell’ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività), delle dipendenze patologiche e del decadimento cognitivo.

La neuromodulazione sostituisce i farmaci?

Le terapie di neuromodulazione possono essere affiancate alle terapie farmacologiche, non necessariamente sostituendole. La valutazione di continuare a somministrare farmaci o di sostituirli con la neuromodulazione spetta al medico curante, in base alle caratteristiche e alle esigenze del singolo paziente.

neurocare group

neurocare è un marchio globale nel settore della Neuromodulazione non invasiva. Le società del gruppo operano nella produzione di tecnologie medicali, nella formazione di specialisti, nella ricerca di nuovi protocolli di trattamento e nella gestione di una rete di centri clinici in Australia, America ad Europa ed ora anche a Bologna.


neurocare rgb neg
Poliambulatorio privato

Direttore Sanitario
Dott.ssa Beatrice Casoni - Medico Psichiatra

E: [email protected]
T: 051 411 0631

Copyright neurocare group 2021