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Giornata Mondiale per la Prevenzione del suicidio 2022

9 September 2022 by neurocare group
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Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni 40 secondi una persona nel mondo si toglie la vita, per un totale di circa 800.000 persone ogni anno. Il suicidio rappresenta la causa principale di decesso nella popolazione giovanile. Il 10 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio per sensibilizzare le comunità, i governi e le persone di tutto il mondo su un tema tanto delicato e doloroso e diffondere la consapevolezza che prevenire è possibile. In occasione della ricorrenza, condividiamo alcune informazioni essenziali su come riconoscere i campanelli d’allarme e come comportarsi se si è vicini a una persona che soffre.

Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, creare speranza agendo

Il tema del triennio 2021-2023 è Creating Hope Through Action, creare speranza agendo. Grazie alle campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni da parte di organizzazioni come l’OMS e l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (IASP), parlare di disturbi psicologici non è più un tabù. Le terapie e le opzioni di trattamento della depressione e di altri disturbi mentali sono sempre più diffuse ed efficaci. Con interventi tempestivi e personalizzati, che tengano conto sia delle cause scatenanti sia del rinforzo dei fattori protettivi, il suicidio può essere prevenuto. È importante ascoltare la persona che soffre, riconoscere i campanelli d’allarme, non minimizzare l’esperienza di dolore. Ancora più importante è invitare a rivolgersi a uno specialista per poter ritrovare sollievo e speranza.

Come agire: 5 passi per aiutare una persona in difficoltà

1. Sii proattivo e cerca di aprire un dialogo

Parlare di salute mentale oggi è sempre meno un tabù, tuttavia chi soffre di un disturbo mentale non è propenso a parlare dei propri problemi o a cercare aiuto, o per vergogna o per voler evitare di scaricare il proprio peso emotivo sugli altri. Se sospetti che una persona cara stia sperimentando pensieri suicidari, prova a metterti in contatto con lei o lui.

Essere proattivi può essere davvero d’aiuto, ma non sempre ci si sente in grado di sostenere una conversazione con una persona che soffre, per timore di aggravare la sua sofferenza o ferire la sua sensibilità. Il gruppo australiano R U OK (ruok.org.au) ha raccolto alcune domande utili per avere una conversazione costruttiva e positiva con una persona in difficoltà:

  • “Con tutto quello che sta succedendo ultimamente ho pensato molto a te, come stai?”
  • “Ti va di condividere con me come stai affrontando la situazione in questi giorni?”
  • “Se hai voglia di parlarne, sono qui ad ascoltarti “
  • “Vorrei che continuassimo a sentirci, per te va bene?”

Se pensi che potresti sentirti in difficoltà a prendere questo impegno o di non essere la persona giusta per affrontare l’argomento, parlane con un familiare o un’altra persona in comune che ritieni possa essere in una posizione migliore per monitorare la situazione.

2. Sospendi il giudizio e mettiti in ascolto

Se prendi l’iniziativa di contattare qualcuno che sospetti sia in difficoltà, è importante predisporsi all’ascolto e sospendere il giudizio. Chi ha a che fare con pensieri suicidari spesso ha la sensazione molto forte di essere solo e che nessuno possa comprendere davvero ciò che sta passando.

Ascoltare chi soffre ed entrare in empatia è molto importante, ma ricorda che non stai assumendo il ruolo di terapeuta né di consigliere. Offrire soluzioni, minimizzare i problemi percepiti o convincere l’altra persona che siano facilmente risolvibili potrebbe metterla ulteriormente a disagio, aumentando la sensazione di essere incompresa e spingendola a chiudersi ancora più in sé stessa.

Ecco alcune domande o affermazioni che possono aiutarvi a mettere a proprio agio l’altro:

  • “Deve essere difficile sentirsi così”.
  • “Grazie per aver condiviso questo con me, deve essere difficile per te”.
  • “Da quello che mi ha detto, sembra che ultimamente stia passando un periodo difficile”.
  • “Quando ha iniziato a sentirsi così?”.
  • “È successo qualcosa che ti ha fatto sentire così?”.
  • “Come posso sostenerti in questo momento?”.
  • “Hai pensato di rivolgerti a un professionista che possa darti sollievo?”.

Molte persone che soffrono trovano conforto anche solo nel parlare a qualcuno dei propri problemi. Puoi essere d’aiuto semplicemente ascoltandole attivamente e suggerendo con delicatezza di rivolgersi a un professionista della salute mentale che possa dare sostegno e sollievo.

3. Cerca di creare un ambiente sicuro e confortevole

Se scegli di parlare con una persona in difficoltà assicurateti di farlo in un ambiente sicuro. Un ambiente sicuro è quello in cui la persona può esprimersi apertamente senza temere di essere giudicata o circondata da altre persone con cui non ha familiarità o con cui si sente a proprio agio.

Se si tratta di un collega di lavoro stretto, forse l’ambiente di lavoro non è la situazione giusta e potreste concordare di incontrarvi in un altro luogo al di fuori dell’orario di lavoro. Incontrarsi in un parco, fare una passeggiata all’aria aperta e stare a contatto con la natura può essere un’ottima soluzione per trovare uno spazio tranquillo e privato per riflettere e parlare.

4. Suggerisci di rivolgersi a un professionista

Rivolgersi a qualcuno che sta affrontando pensieri suicidi è un primo passo importante. Ricorda però che, a meno che non abbia una formazione adeguata, non è il caso di assumere il ruolo di consulente o terapeuta. È meglio lasciare questo ruolo a un professionista adeguatamente preparato ed esperto. Puoi sempre essere d’aiuto nel trovare il servizio giusto o offrirti di contattare lo studio per fissare un appuntamento, ma è molto importante che la persona interessata si senta coinvolta in questa decisione.

La psicoterapia si è dimostrata una soluzione efficace di prevenzione. Tuttavia, in caso di emergenze o se la persona esita a rivolgersi a un terapeuta, si può suggerire di chiamare una linea telefonica diretta di prevenzione o di unirsi a un gruppo di sostegno.

Ecco un elenco delle linee telefoniche attive a Bologna, in regione Emilia-Romagna e su territorio nazionale:

5. Follow-up

Se ti rivolgi a qualcuno che sta avendo a che fare con pensieri suicidi, assicurati di restare in contatto. Chiedigli di incontrarvi per una chiacchierata, domandagli se il suo umore è migliorato e se ha scelto di rivolgersi ai servizi professionali che gli avete suggerito. È possibile che sia necessario del tempo perché la persona decida di contattare un professionista. Se ne hai la possibilità, cerca di tenerti aggiornato sui suoi progressi.

neurocare group

neurocare è un marchio globale nel settore della Neuromodulazione non invasiva. Le società del gruppo operano nella produzione di tecnologie medicali, nella formazione di specialisti, nella ricerca di nuovi protocolli di trattamento e nella gestione di una rete di centri clinici in Australia, America ad Europa ed ora anche a Bologna.


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