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Coaching psicologico nell’ ADHD


L’ADHD si cura con un trattamento INTEGRATO

Per curare l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è necessario un trattamento integrato. Numerosi studi, infatti, dimostrano che l’intervento combinato, farmacologico e non farmacologico (psicologico e/o di neuromodulazione) risulta più efficace rispetto ad un trattamento solo farmacologico per la cura dei sintomi dell’ADHD (Cherkasova et al.,2020). Tra gli interventi non farmacologici rivestono un ruolo fondamentale le tecniche di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale ed in particolare il Coaching.

Il Coaching per l’ADHD rappresenta una sorta di vero e proprio allenamento che ha l’obiettivo di apprendere e mettere in pratica delle nuove strategie per poter gestire i sintomi dell’ADHD e migliorare il propio funzionamento e la qualità della vita.


In che cosa consiste il Coaching?

Il Coaching specifico per l’ADHD ha come target le principali difficoltà che presentano le persone con tale diagnosi, quali la pianificazione, l’organizzazione del tempo, la definizione degli obiettivi e il problem solving. Dunque, durante tale intervento il paziente e il terapeuta lavorano al fine di raggiungere i bisogni specifici e gli obiettivi personali. Molti programmi di Coaching si focalizzano sulla conoscenza della basi biologiche del disturbo, tuttavia il coaching si occupa principalmente dell’area emotiva, lavorativa, scolastica e interpersonale e aiuta il paziente a trovare percorsi e strategie per superare tali sfide e difficoltà. Il paziente viene aiutato a concentrarsi sul momento presente, su ciò che vorrebbe raggiungere e sulle strategie da utilizzare.

Il Coach aiuta le persone con ADHD ad eseguire le attività pratiche della vita quotidiana con organizzazione e determinazione attraverso vari step che possono essere: stabilire degli obiettivi, tradurre gli obiettivi in azioni e imparare nuove strategie.


Differenze tra l’intervento di Coaching e la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT).

Il Coaching è basato sui principi della CBT, come la definizione degli obiettivi, la pianificazione, il problem solving, la motivazione, le capacità organizzative, la gestione dello stress, il controllo dell’impulsività, la fiducia in se stessi e l’autostima, la capacità di comunicazione, il miglioramento della memoria.

Tuttavia, il coaching è un intervento finalizzato al benessere e non ha finalità di intervenire sugli aspetti psicopatologici del paziente.

Il coaching, rispetto alla CBT ha un focus sui problemi pratici della vita quotidiana, come stabilire abitudini per uno stile di vita equilibrato e sano (miglioramento della qualità del sonno, esercizio fisico, alimentazione e gestione finanze). La CBT invece, si focalizza maggiormente sul trattamento delle condizioni in comorbidità (depressione, ansia e abuso di sostanze).


Coaching psicologico per l’ADHD


Le aree compromesse su cui si lavora attraverso il Coaching


Difficoltà nell’organizzazione e a completare le attività/compiti

Difficoltà a sostenere l’attenzione ( ad esempio mentre si lavora ad un progetto, nelle conversazioni, durante la lettura o lo studio)

Smemoratezza (ad esempio perdere gli oggetti, dimenticare gli appuntamenti)

Impulsività (in svariati ambiti come ad esempio le relazioni, il cibo, le sostanze, gli acquisti)

Passare costantemente da un pensiero all’altro e rimuginio

Difficoltà di comunicazione con gli altri

Gestione della bassa autostima (derivante dalle difficoltà correlate all’ADHD)


Come si struttura un intervento di Coaching


Struttura del Coaching

Prima di iniziare l’intervento il paziente deve discutere dei bisogni, delle aspettative e della sua soddisfazione in ogni area della vita e rispondere ad alcune domande che possono essere: quali cambiamenti vuoi che avvengano nella tua vita di tutti i giorni? Quali piccoli step puoi raggiungere oggi per centrare gli obiettivi che ti sei prefisso? Come puoi motivare te stesso per mettere in atto tali azioni? Quali strategie hai già utilizzato che pensi possa essere utile riutilizzare in futuro? Come valuteresti l’impatto dei tuoi piani?


Sessioni iniziali

Discutere delle conseguenze comportamentali, emotive, cognitive dell’ADHD e prendere consapevolezza delle proprie compromissioni. I pazienti potrebbero descrivere dettagliatamente come spendono il loro tempo e quali sono le loro attività quotidiane. Oppure potrebbero annotarsi la frequenza delle loro distrazioni interne ed esterne.


Sessione terza

Lavoro sulle difficoltà riscontrate al lavoro (distrazioni, procrastinazioni, disorganizzazione) e sul controllo di strategie disfunzionali come l’utilizzo di scuse e comportamenti difensivi


Sessione seconda

Monitoraggio emozioni e pensieri negativi attraverso appunti presi dal paziente giorno per giorno e lavoro sulla consapevolezza della propria comunicazione.


Quarta e Quinta Sessione

Focus su programmazione step a lungo termine e quali strategie usare affinché si possano raggiungere. Controllo sessione per sessione dello stato di avanzamento progetti


Sesta Sessione

Focus su modi di essere assertivi attraverso fole-playing in seduta


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