Comprendere i Disturbi d’Ansia

Quando la paura e la preoccupazione dominano la vita di tutti i giorni.

La paura è un’emozione vitale perché ci mette in guardia dai pericoli in una fase iniziale e ci spinge a stare attenti ed evitarli. Nel caso dei disturbi d’ansia, però, questo”sistema d’allarme” è disturbato e da luogo a sintomi di ansia intensa che si manifestano anche in situazioni “senza pericolo”. La sensazione di ansia è spesso accompagnata da ulteriori spiacevoli sintomi fisici come l’aumento della frequenza cardiaca, la sudorazione, la mancanza di respiro, le vampate di calore, la nausea, la sensazione di perdita di controllo o lo svenimento, che a loro volta possono intensificare ulteriormente la reazione all’ansia. In casi estremi, la catena di reazione porta a un attacco di panico, che può essere accompagnato dalla paura della morte o dalla “perdita di controllo” e spesso termina in uno stato di esaurimento.

Gli esempi più noti di disturbi d’ansia sono gli attacchi di panico ricorrenti, le paure agorafobiche (come ad esempio la paura di luoghi affollati come centri commerciali o stazioni ferroviarie – luoghi e situazioni da cui è difficile fuggire), le fobie sociali (estrema paura dell’imbarazzo o sensazione di disagio eccessivo in un contesto sociale), le fobie specifiche, l’ipocondria e il disturbo d’ansia generalizzato (in cui la vita quotidiana è dettata da preoccupazioni costanti).


Come riconoscere un disturbo d’ansia

Un disturbo d’ansia si sviluppa gradualmente.

Tutti noi siamo in grado di riconoscere quando il livello di ansia che proviamo è normale o pienamente giustificato dalla situazione. E’ facile riconoscere i primi segni di reazioni ansiose disadattive: l’ansia compare in situazioni che sono effettivamente sicure e non innescano una reazione comparabile nella maggior parte delle persone.


Come vengono trattati i disturbi d’ansia?

I disturbi d’ansia non curati, acuti e cronici, provocano spesso limitazioni funzionali in ambienti sociali, professionali e familiari e possono portare a sensazioni di isolamento e depressione.

I disturbi d’ansia sono trattati principalmente con la psicoterapia. La terapia più efficace è l’intervento psicoterapico cognitivo-comportamentale (CBT).

Quali sono le tipologie dei disturbi di ansia?


  • Attacchi di Panico e Disturbo di Panico
  • Agorafobia
  • Fobia Sociale
  • Fobia specifica
  • Disturbo d’Ansia Generalizzata
Attacchi di Panico e Disturbo di Panico

Un attacco di panico è uno stato di ansia intensa che spesso si verifica in modo imprevedibile e senza uno motivazione specifica. L’ansia raggiunge il suo apice entro 10 minuti, in cui le persone provano una vera e propria paura di morire, per poi  svanire. Gli attacchi di panico spesso si manifestano accompagnati da sintomi fisici quali dolore al petto, sensazione di soffocamento e mancanza di respiro, vertigini e sensazioni di alienazione. Molte sono le persone che sperimentano almeno un attacco di panico durante la loro vita. Circa il 2-4% della popolazione sviluppa un disturbo di panico. Un disturbo di panico è una condizione in cui la persona ha costantemente paura di un nuovo attacco di panico.

Le sedute di Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) somministrate da uno Psicoterapeuta sono un trattamento che si è dimostrato efficace per le persone che soffrono di disturbi di panico.

Durante la CBT, la persona impara ad affrontare le proprie paure in un ambiente protetto e a comportarsi in modo contrario alla fobia utilizzando strategie specifiche che aiutano a “normalizzare” la reazione alla paura.
Gli attacchi di panico possono anche verificarsi come parte di un disturbo depressivo. In questo caso, in genere, si consiglia di affrontare prima i sintomi della depressione.

Agorafobia

L’agorafobia è caratterizzata dalla paura di situazioni o luoghi da cui è difficile fuggire o da cui è difficile ottenere aiuto. Situazioni e luoghi tipici sono la metropolitana e i treni suburbani, l’ascensore, l’aereo e la nave, l’isola, lo stare da soli in casa o lontano da casa, le grandi folle, ma anche aspettare in coda al supermercato. In queste situazioni la reazione di paura è esagerata e il rischio di un attacco di panico aumentato: la strategia più spesso utilizzata è di evitare queste situazioni e luoghi “scatenanti” o affrontarli solo in compagnia di un’altra persona (ancora di sicurezza). In entrambe i casi le esperienze sono comunque “vissuti” con grande disagio.

Spesso, se il comportamento di evitamento viene rafforzato e mantenuto, le persone restringono il ventaglio delle attività quotidiane e non, e tutto ciò può avere conseguenze anche importanti sulle prestazioni lavorative e sulle relazioni sociali.

In casi estremi, una persona affetta da agorafobia cronica e non curata può decidere di non uscire di casa.
Molti pazienti che sviluppano l’agorafobia hanno avuto in passato attacchi di panico ricorrenti o veri e propri disturbi di panico. Per paura di un altro attacco di panico, si evitano situazioni e luoghi da cui è difficile fuggire o ricevere aiuto.
L’agorafobia è spesso confusa con la claustrofobia.

La claustrofobia, cioè la paura degli ambienti chiusi, è classificata come una fobia specifica.

Fobia Sociale

Le persone che soffrono di fobia sociale temono le situazioni in cui sono potenzialmente al centro dell’attenzione e in cui potrebbe accadere loro qualcosa di imbarazzante o potrebbero mettersi in imbarazzo. Queste persone, hanno una percezione costante e debilitante di essere valutate negativamente dagli altri.

Le persone socialmente fobiche hanno di solito un’autostima relativamente bassa e tendono ad evitare situazioni come parlare davanti ad altre persone (ad esempio, fare una presentazione), mangiare davanti agli altri, scrivere, doversi muovere velocemente (ad esempio correre all’autobus), esibirsi a scuola. L’ansia sociale è di solito accompagnata da sintomi fisici come arrossamento, tremori, ginocchia morbide, voce tremolante o aumento dei movimenti intestinali.  Questi sintomi spesso esacerbano la sensazione e aumentano la paura dell’imbarazzo. Evitare costantemente queste situazioni può portare a tremende restrizioni sociali, scolastiche, di studio o lavorative, con conseguente sensazione di isolamento.

Fobia specifica

Questa forma di ansia è di solito limitata a situazioni strettamente definite. Fobie specifiche possono essere attribuite a qualsiasi situazione possibile. Di solito la paura è legata al contatto con alcuni animali (ad esempio ragni, insetti, uccelli, cani) o al fatto di sentirsi di fronte a stanze chiuse, torri, altezze, tuoni, oscurità, acque profonde, sangue, siringhe, ospedali, bagni pubblici, sporcizia e ferite. Una persona con una di queste fobie specifiche di solito avverte anche sintomi fisici quali tremori, vampate di calore, ginocchia deboli, respiro corto.
Come per altri disturbi d’ansia, la fobia specifica migliora con la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale.

Disturbo d’Ansia Generalizzata

Le persone che soffrono di Disturbo d’Ansia Generalizzata presentano una sensazione di ansia e di preoccupazione costante nei confronti di una vasta gamma di attività e/o possibili situazioni di vita quotidiana, sperimentando una “catena infinita” di emozioni negative e stress. In queste persone l’ascolto di notizie tristi e gravi nei notiziari e nei social media, può scatenare attacchi d’ansia. Molto spesso chi è affetto da disturbo d’ansia generalizzato necessita di amici, familiari o (spesso) medici professionisti che li rassicurano rispetto alle ansie e preoccupazioni. Le  reazioni fisiche che si arrivano a percepire possono comprendere una costante tensione nervosa o  muscolare, il tremore, la sonnolenza, le palpitazioni, le vertigini o i dolori addominali.



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