Neurofeedback



Gli impulsi elettrici che vengono prodotti quando i neuroni, le cellule presenti nel nostro cervello, comunicano fra di loro, danno luogo ad un’attività elettrica “complessiva” ritmica o ripetitiva del tessuto nervoso all’interno del sistema nervoso centrale  Semplificando, possiamo dire che tali onde corrispondono a “come ci sentiamo”, a come “agiamo” e a come “funzioniamo”. L’importanza delle onde cerebrali nei processi cognitivi e nella neuropatologia è diventata nel corso del tempo sempre più rilevante.  È possibile farsi un’idea molto precisa dell’umore e dei livelli di stress di una persona semplicemente osservando le onde cerebrali. Il Neurofeedback ha l’obiettivo di allenare il cervello a correggere gli squilibri cerebrali e ad acquisire un maggior controllo delle emozioni, modificando i ritmi delle onde cerebrali. Il Neurofeedback è un training di neromodulazione non invasiva, nato negli Stati Uniti come variante del biofeedback, una pratica in uso già dagli anni ‘60 e consiste in una sorta di “addestramento diretto” dei circuiti neurali, che sfrutta i risultati delle analisi cerebrali e consente al paziente di intervenire,


con l’aiuto di un esperto, direttamente e personalmente sulla propria attività cerebrale. Durante il Neurofeedback, l’attività cerebrale, raccolta attraverso elettrodi posizionati sulla testa,  viene visualizzata sullo schermo di un computer. Il paziente impara a regolare e controllare l’ attività dei propri ritmi cerebrali, rendendosi conto, attraverso un feedback visivo e uditivo, positivo per un’attività desiderata, negativo per un’attività cerebrale indesiderata, di come i suoi pensieri, gli stati emotivi, le immagini mentali la inflluenzino. Si tratta di una procedura relativamente semplice, a base psicofisiologica e non farmacologica, a carattere non invasivo e priva di effetti collaterali. Con un processo di apprendimento graduale il paziente impara a regolare l’attività disfunzionale e questo migliora i sintomi caratteristici di molti disturbi. Nelle cliniche neuroCare lo utilizziamo da molti anni e abbiamo raccolto un’evidenza clinica dei suoi effetti benefici e duraturi nel tempo, nella cura dei sintomi dell’ ADHD  negli adulti, negli adolescenti e nei bambini sopra i 6 anni. Il Neurofeedback è utile anche nei disturbi del sonno , una condizione comune ai disturbi mentali, ma spesso presente anche in concomitanza di molte altre patologie.

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Neurofeedback qEEG-guidato


Il Neurofeedback deve SEMPRE essere preceduto da un esame di Elettroencefalografia Quantificata o qEEG . Questo è un esame molto importante e deve sempre essere refertato da un medico specialista. Senza una valutazione accurata della vostra attività cerebrale, è impossibile definire protocolli terapeutici di Neurofeedback “su misura” per voi (medicina di precisione) . Ad esempio, due diversi pazienti, entrambi con una diagnosi di ADHD, potrebbero presentare differenti “disregolazioni” dell’attività di una stessa area cerebrale, e questo potrebbe spiegare la presenza e la prevalenza di alcuni sintomi rispetto ad altri.



Il Neurofeedback è una metodica


Sicura


Durante le sedute, le persone imparano ad autoregolare la loro attività cerebrale rendendosi conto di come i loro pensieri, gli stati emotivi, le immagini mentali influenzino l’attività misurata e visualizzata sullo schermo del computer. Gli elettrodi collegati alla vostra testa non inviano alcun stimolo al vostro cervello, registrano solamente la vostra attività cerebrale

Naurale


Il Neurofeedback si basa su un processo di apprendimento graduale e naturale nel cervello. Una volta che la nuova attività cerebrale è stata appresa, questo “consolidamento” migliora efficacemente il vostro livello di ansia, i disturbi del sonno e l’entità dei sintomi caratteristici dell’ADHD.

Effetti collaterali nulli


Il Neurofeedback è una valida alternativa ai farmaci. A differenza delle terapie farmacologiche prescritte per l’ansia, i disturbi del sonno, l’ADHD, il training di NF non provoca alcun effetto collaterale. Alcune persone riportano un senso di leggera stanchezza mentale al termine di una seduta di training.


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